Per quanto riguarda gli acquari che possono trovare posto in ogni casa, esiste una misura empirica, ma sperimentata da tempo, che garantisce buoni risultati dal punto di vista dell’equilibrio complessivo dell’ecosistema, di facile manutenzione e con costi ridotti. Varia tra i 70 e i 100 litri, ovvero un acquario tra i 65 e gli 85 cm, che consente a chiunque di avvicinarsi al mondo dell’acquario senza problemi
Innanzitutto quello di individuare un rivenditore specializzato di fiducia, che possa sempre fornire i consigli e i materiali più idonei alla migliore gestione dell’acquario.
Esistono sul mercato vasche di differenti costi, in alcuni casi veramente molto contenuti. Ma è il caso di non farsi abbindolare dal prezzo: anche i componenti e i materiali hanno il loro costo e svolgono un ruolo importante nel raggiungimento di un risultato soddisfacente. Il risparmio di oggi potrebbe essere una spesa in più domani. Senza dimenticare che si ha a che fare con un’accoppiata (acqua- energia elettrica) da gestire con particolare attenzione, dunque con materiali di prima qualità, per garantire l’incolumità propria e dell’ecosistema cui si dà vita
Vicino ad una presa di corrente (non serve alcun rubinetto nei dintorni) e lontano da finestre, fonti di calore o di aria fredda: la luce del sole favorisce la crescita ipertrofica delle alghe, mentre gli sbalzi di temperatura impediscono di mantenere costante la temperatura dell’acqua. Inoltre è bene evitare di metterlo vicino a mobili e apparecchi delicati (televisori, stereo, computer) che potrebbero essere danneggiati da eventuali spruzzi d’acqua. La base di appoggio deve essere solida e stabile, per sostenere senza problemi il peso dell’acquario.
Prima di tutto, un piccolo, ma fondamentale suggerimento: non avere fretta! La natura ha i suoi tempi che, talvolta, possono essere in qualche modo accelerati, ma che comunque bisogna rispettare per ottenere buoni risultati.
La convivenza con un acquario in casa è un valido aiuto per riscoprire ritmi troppo spesso dimenticati!
1. Fondamentale è leggere attentamente le istruzioni che accompagnano l’acquario.
2. Inserire uno strato di fertilizzante sotto il ghiaino di arredo, dove le piante possano attecchire velocemente, crescendo belle e sane.
3. Andare dal negoziante con un campione dell’acqua del rubinetto: dopo un test si riceveranno le coordinate per il riempimento dell’acquario, ovvero la quota di acqua di osmosi o demineralizzata da mescolare a riempimento con l’acqua del rubinetto di casa.
4. Introdurre arredamenti non calcarei. Per provare quelli scelti basta qualche goccia di acido muriatico: se frizzano - lo stesso discorso vale anche per il ghiaino di arredamento - è bene scartarli: sciog
Un acquario di medie dimensioni, 70 litri, richiederà 10-15 minuti di tempo al giorno.
Per quanto riguarda i costi mensili, invece, si aggirano intorno ai 5 - 7 euro, di cui circa 2 euro di acqua (7 litri), circa 2 euro di additivo biologico (Cycle Superfast), 50 centesimi di biocondizionatore (Acqua Amica), poco più di 1 euro di fertilizzante e il rimanente è dato dal costo del cibo per i pesci
Le piante sono molto importanti per il buon funzionamento di un acquario perchè creano un ambiente naturale molto bello, ma soprattutto migliorano la qualità dell’acqua, assimilando l’anidride carbonica e i nitrati, emettendo ossigeno. Fungono, inoltre, da filtro in quanto utilizzano come nutrimento l’azoto, frutto dell’azione di decomposizione delle sostanze azotate, operata dai batteri presenti sul fondo.
I pesci di origine Thailandese sono i più colorati e robusti, e perciò particolarmente indicati per chi voglia fare i suoi primi passi nel mondo dell’acquariologia. Tra questi ci sono le Rasbore, pesci pacifici di gruppo, i Trichogaster, con le loro piacevoli colorazioni, i Brachydanio, nuotatori vivacissimi, i Barbus, colorati e dal carattere esuberante, gli Epalzeorhynchus, che sono utili mangiatori di alghe insieme ai Gynocheilus. A questi si possono unire pulitori di fondo sudamericani, come Corydoras e Ancistrus
Il pH è il metro di misura dell’acidità dell’acqua. Lo si misura in una scala che va da 1 a 14. A valori bassi (fino a 7) corrispondono acque acide. Un pH pari a 7 indica la neutralità, ovvero un bilanciamento tra la componente acida e quella basica (per quest’ultima l’indice varia da 7 a 14). La maggior parte dei pesci d’acqua dolce tropicale predilige valori medi o leggermente acidi. È tuttavia da rilevare come ad un cambiamento (non repentino) di questo valore i pesci si adattino senza problemi, tanto è vero che in natura la stessa specie viene trovata in ecosistemi acquatici con valori profondamente differenti. Il suo controllo è consigliato ad ogni cambio parziale dell’acqua
E’ buona norma dare da mangiare ai pesci 2-3 volte al giorno. Il quantitativo ideale è quello che viene consumato in un paio di minuti circa. È bene non eccedere, in quanto la sovralimentazione porta a sovrappeso e cattivo stato di salute dei pesci. Inoltre gli avanzi diventano cibo per i batteri, portando, quindi, inquinamento e eutrofizzazione.
Nessun problema! Una settimana prima della partenza sarà bene fare un cambio parziale dell’acqua, in modo da seguire la normalizzazione dell’ecosistema i giorni seguenti. Quindi, mettere in opera Robofood³, il distributore automatico di cibo di facilissima impostazione, dopo aver regolato l’esatta quantità di cibo con il tasto di prova su un pezzetto di carta. Un caro saluto agli amici pesci (attenzione: non staccare la luce!) e buone vacanze!